Archive from giugno, 2008
Giu 30, 2008 - Senza categoria    No Comments

Foto Mormanno – 29.06.2008


Giu 25, 2008 - Riunioni & Raduni    6 Comments

In questo posto ci devo assolutamente andare…

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Cacchio amici!!! Quando ho visto  questa foto mi sono detto “questo posto non esiste!!!! E se esiste si trova sicuramente a milioni di chilometri da me”. Invece no, il posto della foto è molto vicino, più di quanto immaginate, si trova nel Parco Nazionale dello Stelvio, nel Trentino Alto Adige, ed attraversa le province autonome di Trento e Bolzano

E’ una strada stupenda… Ci devo andare, anzi, ci dobbiamo andare… daltronde non sono più di mille e duecento chilometri di distanza, e la mia moto non mi perdonerebbe mai se non ce la portassi.. poi proprio ora che ha fatto il tagliando ed è pronta pronta per la bella stagione..
Forza ragazzi, non perdiamo altro tempo e mettiamoci in moto per trovare questo posto!!!
Ciao a tutti
 

  

P.S. per Tamara, questo è il mio nuovo casco, un Suomy mod. Spec 1R replica Ruben Xaus, prezzo € 549,00
Ciaoooooo 

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riP.S. ho dovuto sotituire il mio bel Suomy mod. Spec 1R replica Ruben Xaus, con un altro replica Neil Hodgson (campione del mondo Superbike 2003), qual’è più bello????
Ciaoooooo

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by A l d O b l A

Giu 21, 2008 - blog life    10 Comments

Polo o T-Shirt.. il grande dilemma !

Cari amici soci, negli ultimi tempi un dubbio amletico stà affligendo “quasi” tutti i soci del nostro Moto Club, un dilemma che stà facendo passare delle notti insonni ad alcuni soci, e che stà suscitando delle “liti” durante le nostre discussioni …. la scelta dell’indumento ufficiale che verrà indossato dai soci del nostro Moto Club durante le uscite. I pretendenti al titolo sono due, la polo (non la macchina della Volkswagen) e la T-shirt. Passiamo all’analisi dei due capi di abbigliamento per capire pregi e difetti:

Polo: la tradizione vuole che il tennista Renè Lacoste, desideroso di creare un indumento sportivo comodo e funzionale per i tennisti dell’epoca, prese in considerazione due indumenti: la camicia e la T-shirt (che era indossata soltanto come indumento di biancheria intima). Dalla fusione di tali abiti nacque quella che venne definita “polo” e che conserva la praticità di una T-shirt a maniche corte, unita all’eleganza della camicia (nel colletto a coste). La polo ha molti pregi, durata nel tempo, raffinatezza dei materiali, possibilità di applicare il logo con cucitura quindi maggior durata del logo stesso, ma ha anche dei difetti che sono meramente economici e cioè un maggior costo di acquisto ed  un’elevata spesa per la cucitura del nostro logo, sia davanti che dietro.

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T-Shirt: è un capo di abbigliamento costituito da una maglietta a T, ormai largamente diffusa in tutto il mondo, è stata prodotta a partire dall’inizio del XX secolo, anche se la sua affermazione su scala mondiale si è avuta solo dagli anni quaranta, quando la Marina degli Stati Uniti d’America sfruttò la shirt (maglietta a girocollo) come parte della divisa per i propri marinai. La maglia bianca dei soldati USA si diffuse poi largamente in Europa durante la seconda guerra mondiale. La scelta della t-shirt fu dovuta alla praticità dell’indumento che ha via via soppiantato, specie tra i più giovani, l’uso della camicia. Il taglio delle maniche (particolarmente quelle corte) le conferisce il caratteristico aspetto – che si può notare specialmente quando è distesa su un piano – caratterizzato da una forma a T che le dà il nome.  Il tessuto che viene utilizzato per realizzarle è la maglina, in filato di cotone o più raramente in fibre sintetiche. I pregi della T-shirt sono la praticità (da indossare sotto qualsiasi indumento) ed un basso costo di acquisto e di stampa del logo. I difetti sono una minor durata nel tempo ed il rischio che il logo stesso possa scolorirsi dopo vari lavaggi, poiché stampato sulla maglietta e non cucito.

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Non basta solo decidere l’indumento che verrà usato da noi tutti, ma anche bisogna scegliere il colore, e non è tanto facile come sembra poiché bisogna far coniugare i colori già esistenti del nostro logo con i colori del capo. La scelta è tra 3 colorazioni, il BLU (colore ufficiale di Strongoli), il ROSSO (il colore della passione) ed il BIANCO (adattabile su tutti i capi d’abbigliamento).

La scelta resta a Voi, inviate commenti in modo da poter farci un’idea e poter scegliere qualcosa che possa soddisfare tutti NOI.

Un saluto affettuoso a tutti.

by A l d O b l A

 

Giu 20, 2008 - blog life    No Comments

Motociclisti… strana, meravigliosa gente…

Si dice che ogni volta che saliamo in sella ad i nostri destrieri insieme a noi salgano pure angeli e diavoli… è vero…
Rappresentano quel dualismo che rende questo modo di vivere così denso di emozioni che a volte il cuore pare voler saltar via dal petto e mettersi a correre… ad urlare… diavoli che girano quel polso in maniera a volte così irrazionale e violenta che lo schizzo di adrenalina ti arriva diritto al cervello senza passare dal via lasciandoti i tremori per lunghissimi interminabili minuti… che ti spingono a piegare quel tanto che basta da far diventare bianche le mani e diventare tutt’uno con la nostra passione…

La nostra vita… tanto da pensare di averlo sfiorato quel limite… di aver scosso quel mantello con il nostro passaggio radente… e angeli che portano il volto e la voce di chi non è più con noi… dei nostri affetti… delle nostre paure ed esperienze costruite sulle nostra ossa rotte… angeli che ti accarezzano quel polso che torna a colorarsi e lascia andare la manetta quel tanto che basta per godere senza infastidire quel mantello che fino ad un secondo fa avremmo strappato urlando per lo spostamento d’aria per vedere s’è veramente così bella e sinuosa questa mitologica creatura perennemente celata dall’ombra della paura…

Pazzi? A volte forse… ma gli anni.. i kilometri e quelle risate che non sentiremo più ci fanno crescere più di quasiasi schiaffo o cinghiata presa in gioventù… eppure “gli altri” non ci capiscono… esser Motociclisti è pericoloso… si muore… ma chi ve lo fa fare?
Poi ci trovate i fine settimana in quache strada di campagna sperduta tra i monti… seduti su un muretto con la sigaretta che si consuma lenta all’angolo delle labbra… con lo sguardo perso all’orizzonte e una mano che inconsciamente segue le sinuose linee del serbatoio o dell’affilato cupolino… colorati come farfalle… bardati come antichi cavalieri… da soli o in sfavillanti sfilate di scintille e riflessi… con il saluto sempre pronto anche se chi incroci non l’hai mai visto e mai più lo rivedrai…

Poi ci vedete seduti intorno ad un tavolo di trattoria o stesi su un prato vicino ad un lago.. con le nostre belle in vista.. rigorosamente in vista… che facciamo baldoria e ridiamo e mangiamo e beviamo tra noi come se fossimo nati tutti lo stresso giorno, dallo stesso grembo… tutti delle medesima classe socialie, estrazione e famiglia… ma come potreste credere che magari ci si è semplicemente trovati sulla stessa strada senza essersi mai visti o parlati prima? Ci crederebbero? Mai…
…ma in moto si muore… è vero… capita… ma quanta Vita è capace di regalarci questa passione?

…si, è vero.. in moto si muore, capita… può capitare ad ognuno di noi… ci si fa male… tanto male… ma quanta vita si trasforma in ricordi bellissimi, in attimi eterni, in risate così fragorore da far tornare il sole anche in una fredda e piovosa giornata di novembre?

Parlate con ognuno di noi… fatevi raccontare un giro, un aneddoto, una curva… e perdetevi in quello sguardo che comincia a scintillare come quello di un bimbo che scopre la vita per la prima volta… nelle risate… nel sorriso che, spontaneo, stira gli angoli del viso e distende la fronte…

Parlate con ognuno di noi… e chiedetegli cosa sarebbe di lui se un giorno dovesse rinunciare a questa passione… e preparatevi a sentire l’urlo del silenzio… e a vedere quello sguardo di bimbo diventare lo sguardo di un marinaio costretto a vivere a terra con il mare in vista… di un pilota che guarda il cielo ancorato a terra…
Già.. in moto si muore… ma ora credete di poterci capire? Io non credo… non ancora…

Chiedete allora di portarvi ad un raduno, ad una scampagnata… bagnatevi di piggia scrosciante che vi penetra fino alla biancheria intima.. che vi entra nelle ossa… lasciate che il freddo vi punga fino a farvi lacrimare… lasciate che il sole tenti di liquefarvi mentre indossate limmancabile giacca tecnica… o semplicemente provate a chiedergli di fermarsi così, senza nessun motivo apparente x strada accostandosi al ciglio per stupirvi di quanti (automobilisti) non vi degneranno di uno sguardo e quanti (motociclisti) si fermeranno per offrirvi aiuto, compagnia, un semplice passaggio al più vicino distributore anche se esso si trovi asvariati km o un posto nel proprio box per la moto e un pasto caldo per voi mentre aspettate i soccorsi…
..fatelo e allora, solo allora arriverete a sfiorare l’essenza di essere Motociclista…

In moto si muore, è vero… ma non esiste modo migliore per vivere il tempo che ci è concesso… e se ancora non lo avete capito beh.. lasciate perdere, non lo capirete mai… ma se un domani mentre andrete a mare con la vostra famiglia automobilisticamente corretta dovesse sopraggiungere uno di Noi e vedreste vostro figlio girarsi di scatto e salutare sbracciando come un pazzo rinunciate a capire anche lui… lui che nella sua incoscenza vede in noi quella scintilla che voi non siete stati capaci di scorgere… e se vedere il Motociclista ricambiare il saluto… beh… non c’è nulla di strano sapete? Tra Angeli in terra ci si saluta sempre… ma questo, chi ha perso le ali, non lo ricorda…

Motociclisti… strana, meravigliosa gente…

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 by A l d O b l A

Giu 14, 2008 - Riunioni & Raduni    8 Comments

Convocazione Assemblea AVIS – 20 giugno 2008

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Cari soci,

è convocata per Venerdì 20 c.m. alle ore 20 e 30 presso i locali

della Parrocchia Santa Teresa d’Avila in Strongoli Marina,

assemblea pubblica con i dirigenti dell’AVIS di Crotone, per

discutere dell’iniziativa “Giornata del Motociclista Donatore”,

che il nostro Moto Club dovrà svolgere in data 6 Luglio.

Siete pregati di non mancare.

Un Saluto a Tutti

by A l d O b l A

Giu 11, 2008 - blog life    No Comments

Il ritorno al due tempi di Yamaha?

Dopo la presentazione della nuova V-Max, c’è chi ipotizza che la Yamaha voglia stupire ancora una volta il pubblico delle due ruote, con l’ipotetica nuova RD350 con motore bicilindrico a due tempi.

Dalle ipostesi riportate da Motosketches, con modelli di Oberdan Bezzi, si vede una naked estremamente compatta e di indole sportiva, dalla ciclistica di buon livello per un divertimento assicurato.

Si immaginano già le ottime prestazioni che questo tipo di propulsore potrebbe regalare, ma l’altra notizia interessante è che il prezzo di lancio sarebbe inferiore ai 6.000 euro.

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Per far fronte alle sempre più restrittive norme antiinquinamento la casa dei tre diapason avrebbe sviluppato una nuova tecnologia nella progettazione del propulsore. 

La moto potrebbe essere affiancata da un’ltra sigla storica, la TDR 350, erede di quella da 250cc degli anni 80.

Infatti, su base RD 350 anche la nuova generazione di TDR avrebbe un’impostazione sportiva, con una impostazione di guida più avanzata e rialzata tipica delle moto da tutti i giorni, sia in città che nelle gite fuori porta.

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Anche qui il prezzo potrebbe essere inferiore ai 6.000 euro, cosa che la porterebbe ad essere un mezzo vendutissimo vista l’assenza di concorrenza nel settore.
La notizia è stata riportata anche dagli amici di SoloMoto30, ora non ci rimane che attendere ulteriori informazioni.

Intanto fateci sapere la vostra, vi piacerebbe un ritorno al due tempi?

 

Giu 11, 2008 - Test moto    No Comments

Test 2008 – Yamaha YZF R1 10th Anniversary

Provata a fondo l’edizione limitata della ipersportiva che sigla i 10 anni della serie R della Casa del Diapason

Yamaha R1 10th Anniversary – Long Test Ride. Quando f93407f04e92293814a9b7acdf249020.jpgdiciamo “provata a fondo” significa che non abbiamo escluso alcun tipo di percorso, fatta eccezione per la pista poiché si tratta del naturale habitat per questa potente mille. Non ci sono dubbi sulle sue doti di “mangiacordoli” considerato anche che nel 2007 la Yamaha si è aggiudicata il titolo costruttori nella Superbike. Ma su strada come va? Ci siamo posti una domanda legittima se si pensa alla vocazione che sta alla base del progetto “R” e, in modo particolare, della sua massima espressione: la YZF R1.
Un classico inatteso
La R1 10th Anniversary non differisce nella sostanza dal MY 07; viene rivista la livrea che riprende i colori della moto di Haga e viene fornita con il codino monoposto di serie, a sottolineare l’anima pistaiola che la contraddistingue dalle versioni precedenti.
La R1 2007 somiglia alla precedente ma solo nell’estetica mentre migliorano motore e telaio, ancora più dedicati alla pista. Cambia il frontale, in cui i classici gruppi ottici allungati si abbinano a delle prese d’aria laterali più elaborate, e cambia il codone: i terminali di scarico sono leggermente più abbondanti (la moto è ovviamente Euro 3) ed il gruppo ottico che li divide sfrutta la tecnologia a led.
I cambiamenti sono però meno radicali rispetto alla generazione 2006: un lifting più cauto, con un model year che ha toccato in maniera decisa… il punto nevralgico di una superbike.
Sempre più… M1

Il quattro cilindri frontemarcia di 998 cc infatti cambia volto, c47648b4357b054e1bd5e5856ee795ef.jpggrazie alle quattro valvole per cilindro (erano cinque) ed ai sistemi Yamaha YCC-I ed YCC-T, dedicati rispettivamente al controllo elettronico dell’alimentazione e dell’aspirazione. La sofisticata gestione di intake e throttle deriva direttamente dall’esperienza maturata sulla M1 di Valentino Rossi: ancora una volta le gare si dimostrano un importante banco di prova per le soluzione tecniche che vedremo poi su strada.La potenza sale a quota 180 cavalli a 12.500 giri, senza contare l’overboost generato dall’airbox in pressione alle alte velocità che permette di raggiungere i 189. Ma a cambiare è soprattutto l’erogazione, più corposa ai bassi regimi e con una tempestività di reazione ai comandi decisamente incrementata. Grazie anche alla gestione elettronica dell’erogazione che tramite due mappature rende la curva di coppia più docile e lineare ai bassi giri mentre ne libera le potenzialità oltre una certa soglia.

Deltabox 2007
Il telaio Deltabox è stato rivisto profondamente, utilizzando tre diverse fasi di alluminio. L’abbinamento di alluminio colato per gravità, alluminio estruso e pannelli d’alluminio è votato ad ottendere il giusto compromesso fra precisione ed elasticità, fermo restando l’utilizzo del propulsore quale membro08933ee2ae452054a61f130120f4ff0b.jpg stressato del sistema.
A tal motivo sono stati rinforzati i punti di congiunzione con il telaio, mentre il forcellone posteriore totalmente rinnovato garantisce massima precisione nella fase iniziale di inserimento in curva ed una migliorata trazione in uscita. La rigidità torsionale del forcellone, ad esempio, è stata incrementata del 30%.
Dai semafori ai tornanti
Grazie appunto alla gestione dell’erogazione tramite due distinte mappature, la R1 si comporta come una perfetta cittadina, perlomeno per quanto riguarda la parte relativa al propulsore. L’impostazione in sella è, ovviamente, da moto specialistica anche se non troppo esasperata tanto da permettere anche escursioni nel traffico quotidiano o trasferte autostradali dove, però, si risente della protezione aerodinamica scarsa.
Quando si passa ai misti tutti-curve, la R1 dimostra una precisione inedita: permette di impostare e mantenere una traiettoria lungo la corda della curva senza imprecisioni o sbavature grazie all’ottimo supporto del nuovo Deltabox.
Un po’ spugnosa la frenata che non rende quel mordente che ci si aspetta ma nell’uso stradale non mette mai in difficoltà, semmai se ne apprezza la modulabilità.

 

Giu 10, 2008 - Utilità    No Comments

Significato delle sigle / nomi delle moto

Non è sempre semplice rivelare il significato di queste lettere. Il più delle volte si tratta di abbreviazioni, caratteristiche, determinati usi per cui il modello è stato concepito, oppure più semplicemente nomi che ricordano personaggi, animali, luoghi, circuiti, aggettivi ecc. ecc. senza limitazioni alla fantasia dei fabbricanti e dei progettisti stessi.
Altre sigle invece sono utilizzate solo da alcuni fabbricanti perché frutto di loro brevetti o derivate dall’utilizzo di tecnologie particolari. Certe volte il nome del progetto viene contratto in un paio di lettere per poi aggiungerne altre per identificare ulteriori particolarità.
Capita poi di incontrare sigle che centrano poco o nulla con il mondo della meccanica o che portano a pensare cose completamente diverse da quello che ci si immagina. Un esempio è la sigla CR che per alcuni fabbricanti identifica una categoria di appartenenza: Cafè Racer, ovvero quelle moto che portano a pensare alle gare dei tempi dei Rockers che si svolgevano nei dintorni dell’Ace Cafè di Londra. Anche CS spesso indica Café Sport… ecc…
Al contrario molte sigle o lettere sono divenute dei classici, universalmente riconosciute un po’ da tutti i costruttori. T ad esempio è divenuta internazionale in quanto il significato è simile in molte lingue e la maggior parte delle volte indica: Turismo, Tourism, Tour ecc…
Tutto ciò inoltre, può avere un certo significato per un costruttore, mentre per altri ne può avere uno completamente differente. Infine aggiungiamo a tutto ciò anche un’ulteriore difficoltà riguardante le varie differenze linguistiche. G ad esempio può essere Gran, Grand oppure Gelaende o General…
Da quanto esposto finora se ne deduce che spesso le sigle non sono esattamente quello che si pensa. Proprio per questo motivo dare un significato a questa infinità di lettere, acronimi, nomignoli e quant’altro risulta una impresa ardua se non impossibile per chi non è del settore.
Ne esce fuori un calderone di sigle tramandate da un modello a un altro di versione in versione. Il significato di partenza si perde nella memoria e arriva ai giorni nostri scontato ma spesso sconosciuto o mutato.
In generale comunque in una sigla il costruttore concentra il più possibile le caratteristiche del suo prodotto. La maggior parte delle sigle tende infatti ad indicare al massimo due o tre caratteristiche e di solito quelle ritenute più interessanti quali: cilindrata, caratteristiche costruttive del motore, numero di cilindri, settore di utilizzo per cui il modello è indicato. Spesso poi vengono aggiunte anche altre sigle o lettere per assegnare ulteriori caratteristiche particolari.
Ogni fabbricante come vedremo usa un suo schema e suoi codici, la maggior parte delle volte abbreviazioni dalla lingua inglese di parole del mondo della meccanica, delle corse, schemi costruttivi ecc.
Quello che risalta subito evidente è la cilindrata che è molto semplice ed è espressa quasi sempre in cc (cm cubici) e quindi:
50, 125, 500, 650, 1100 ecc.

Un’altra cosa cosa che rimane abbastanza familiare e comprensibile sono le sigle universalmente note accennate in precedenza:

T=Turismo ma anche Trial (prova -gara) o Trail (traccia – sentiero)
GT=Gran Turismo
GTS=Gran Turismo Sport
D=Deluxe
L=Lusso, Luxury
S=Sport ,Special, Strada ma anche Semi(carenata) o Small, Standard…
ST=Sport Touring
R=contraddistingue spesso le moto Race (corsa)
RR = Race Replica
F=Fairing(carenatura)
X = assume spesso significati quali estremo da eXtreme, Cross croce in senso figurato (es. MX moto cross)

Queste caratteristiche di solito, ma non è una regola valida per tutti, sono aggiunte alla fine per dare maggior risalto al modello.
Ci sono poi le sigle più complesse da identificare. Di solito sono le prime e per molti costruttori corrispondono alle caratteristiche del motore.
Non è possibile stabilire uno schema valido per tutti, quindi vediamo le marche principali almeno per i modelli più noti quale nomenlcatura adottano.
Precisazione:
La quantità enorme di sigle, di marche, la mancanza di fonti attendibili e le varie differenze linguistiche rendono, come già accennato, il compito di rintracciare i significati celati dietro le sigle e i nomi delle moto, un compito abbastanza complesso. Spesso alcune sigle portano a pensare cose che in realtà non si rivelano tali e la ricerca di questi significati, non sempre porta a dei risultati certi.

YAMAHA
Altro colosso giapponese con una miriade di sigle e modelli. Il primo modello costruito nel 1955 fu nominato YA-1 e soprannominato “Aka-tombo” (Libellula rossa). Le moto successive vennero siglate con Y seguita da altre lettere in ordine alfabetico. I modelli più significativi furono Y+ C, D, DS, e G.

Yamaha utilizza molto spesso le lettere Z e Y, risalire ai significati che spero esatti è stato molto complesso…
Y = Yamaha
Z sta per sportiva
J indica i quattro cilindri in linea
R indica Racing oppure Road
S indica Single (monocilindriche)
T indica le Twins (bicilindriche)
F le Four (quadricilindriche)
D le Dual (ibride o versatili) oppure due tempi
DT = Fuori strada due tempi
RD = Moto stradali due tempi oppure Racing Development (sviluppate per le gare)
LC = Sta per liquid cooled cioè raffreddamento a liquido

Le cross due tempi YZ , le 4 tempi hanno la F finale, le enduro 2 tempi sono le DT, le 4 tempi TT, WR, le XT le enduro stradali 4 tempi.
Le XT dovrebbero rappresentare moto capaci di superare sentieri sterrati eXtreme Trail o prove estreme eXtreme Trial.
Le WR o Wide Ratio identificano moto enduro con spaziatura dei rapporti del cambio ravvicinati.
TENERE’ invece rievocava i raid prendendo a prestito il nome di una località desertica africana

La Tricker rappresenta la moto da Trial
YBR rappresenta le piccole monocilindriche stradali 4 tempi 125-250

TZ sono le bicilindriche (Twin) sportive, mentre le FZ rappresentano le sportive a quattro cilindri (four) cambiate successivamante in YZR e FZR

conosciute semplicemente per la loro iniziale come R1 o R6 che identifica la cilindrata (1000, 600) oppure le FaZeR che deriva da FZR.

Le MT=Maximun Torque o Coppia Massima

V-Max sta per Velocity Maximum
Virago significa donna litigiosa, attaccabrighe

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Giu 8, 2008 - Senza categoria    No Comments

Foto San Vito sullo Jonio – 08.06.2008


una splendida giornata assieme

Giu 2, 2008 - Riunioni & Raduni    No Comments

Convocazione Assemblea Ordinaria dei soci – Giovedì 5 Giugno 2008

Cari amici motociclisti e non, è convocata per Giovedì 5 Giugno 2008 alle ore 21:00 c/o la chiesa S. Teresa d’Avila in Strongoli Marina, assemblea ordinaria dei soci con i seguenti punti all’ordine del giorno:

– analisi raduno del 25 Maggio 2008;

– resoconto entrate/uscite Moto Club al 31 Maggio 2008; 

– donazione sangue AVIS del 22 giugno 2008;

– varie ed eventuali.

Siete pregati di non mancare.

Un saluto affettuoso a tutti.

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