Archive from novembre, 2008
Nov 27, 2008 - Riunioni & Raduni    3 Comments

Convocazione Assemblea Ordinaria dei soci – Venerdì 5 Dicembre 2008

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Carissimi soci, in data 5 Dicembre c.a. alle ore 21:00 si terrà una riunione presso i locali della Parrocchia Santa Teresa d’Avila sita in Strongoli Marina, per festeggiare il primo anno dalla nascita del Moto Club.

Si coglierà l’occasione, inoltre, per trattare i seguenti punti:

 rinnovo iscrizione F.M.I. – Anno 2009;

rinnovo tesseramento;

rinnovo direttivo;

valutazione eventuali candidature;

bilancio fino a Novembre 2008;

varie ed eventuali in merito.

Chiunque abbia criticità da sollevare, consigli da elargire, dubbi o perplessità, è pregato di prendere parte alla riunione.

Sicuri di avere una presenza numerosa vi saluto affettuosamente.

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Nov 25, 2008 - Test moto    No Comments

Test 2009 – Honda V-Four, il futuro secondo Honda

Ecco come Honda vede il futuro prossimo delle due ruote. Il motore V4 come protagonista e una tecnologia a livello spaziale. 
 
V4 RETURNS Ammettiamolo: l’attesa era tanta, quando siamo arrivati allo stand Honda non ci voleva molto per capire quale fosse il nuovo tema per la casa dell’Ala. Gigantesche scritte V4 sulle pareti e una carrellata di tutte le moto che negli anni hanno montato questo bellissimo motore: dalla prima GP 500, alle moto che hanno vinto la 8 ore di Suzuka alla passando per NR 750 a pistoni ovali la VFR e la RCV 212 V di Pedrosa. Insomma c’erano tutte le premesse per aspettarsi il gran colpo del salone, l’arrivo della ormai attesissima Honda VFR.

L’HONDA DI DOMANI Invece dietro al tendone la VFR non c’era, o meglio non c’era quella “in carne ed ossa” ma un prototipo che comunque ne anticipa a grandi linee design e soluzioni (la V del motore sembra molto stretta, forcellone monobraccio, codino ispirato alla CBR 1000). La V-Four lancia innanzitutto un messaggio ben preciso… la nuova VFR (ci cui non si sa ancora la clindrata, ma è facile ipotizzare che sia un 1.000 cc) non avrà il motore V5 come teorizzato da molti.

QUANDO ARRIVA? Honda considera (a ragione) il V4 uno dei motori motociclistici migliori e quindi continuerà a svilupparlo per i suoi nuovi modelli, anzi pare proprio che questo motore debba diventare il “cuore” da cui far rinascere una nuova gamma. Ma quanto ci vorrà per passare dal sogno alla realtà? A domanda precisa i vertici Honda hanno risposto sicuri “arriverà molto prima di quanto pensiate“. Per cui non ci sarà da attendere molto, la nuova VFR è in dirittura d’arrivo.

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Nov 24, 2008 - blog life    No Comments

Storie “vere” di motociclisti

Nessuna eccezione… tutti, e dico tutti i centauri, almeno una volta nella vita, per fare bella figura con il prossimo (non importa chi sia: amici, parenti, sconosciuti, stranieri che non capiscono la nostra lingua…) hanno raccontato delle storielle un “pochino” gonfiate, con protagonisti noi e la nostra moto, per passare i cosiddetti “5 minuti di gloria”. Vediamo le più comuni di seguito…

Sicuramente, la leggenda che preferiamo raccontare, è quella della caduta evitata. Generalmente, il bravo narratore, si rende protagonista di numeri degni di una compagine circense: ha evitato con estrema freddezza un autosnodato a 486 assi che si era immesso da una strada laterale senza curarsi di dare la precedenza, il tutto mentre era in piega e con uno stormo di moschini che si abbatteva sul suo casco, con la visiera aperta appena due secondi prima. Nota la variante che vede protagonista la pioggia, la neve, mucche assassine che attraversano la strada in piena città e in perfetta sincronia con l’autosnodato di cui sopra, il tutto mentre ci squillava il cellulare.
Ovviamente, la realtà non si discosta molto dalla classica “virata” fatta per evitare il nonnetto sul cinquantino di turno che si immette davanti a noi con estrema cautela e con velocità prossima agli 0, 1 km/h.
Dopo le cadute, troviamo un’altra storiella sempre di grande effetto: generalmente il protagonista è sempre il narratore; egli, in una strada irta di curve e di pericoli, riesce con la sua abilità ai semimanubri quasi divina a vincere un duello con un omaccione più esperto, più grosso, più bello e con una moto verosimilmente veloce almeno il doppio e pesante la metà in confronto alla sua. C’è, anche in questo caso, chi esagera, dicendo che arrivati a destinazione con 10 minuti di anticipo sul rivale sorpassato in precedenza, abbia raccolto elogi dall’intera combriccola di motociclisti al seguito, con tanto di standing-ovation. Il non plus ultra, però, si raggiunge quando a quanto detto sopra, si aggiunge il fatto che il protagonista guidava con la zavorrina al seguito e con la moto carica di bagagli come una coppia di cammelli egiziani.
Anche in questo caso, l’intera vicenda è da vedersi nel seguente modo: un semplice sorpasso effettuato senza cambiare marcia, ai danni del cinquantino già citato, con tanto di vecchietto (sempre il solito) al manubrio.

Sempre il ambito di sorpassi, c’è una leggenda metropolitana che circola da anni…
Il motociclista (anche in questo caso stranamente voce narrante) sorpassa una macchina; dal senso opposto, un altro motociclista (folle) sorpassa un’altra macchina. Data la velocità dei due motociclisti e il sorpasso risicato, non riuscendo a rientrare in tempo dal sorpasso, i due si passano a fianco ognuno percorrendo la corsia opposta al loro senso di marcia.
Quello che ci chiediamo è: ma se non riuscivano a rientrare perché il sorpasso era così risicato, ognuno dei due motociclisti non avrebbe dovuto fare un frontale con l’auto che l’altro motociclista aveva appena sorpassato?
Alcune cose è meglio non saperle mai….
Arriviamo ad un’altra delle storie che tutti noi abbiamo sentito almeno una volta… ovvero la storia di quando il motociclista ha evitato i caramba. Il centauro che non vuole esagerare, generalmente dice che in un posto di blocco, hanno fermato il tizio davanti a lui. Ma il mondo è bello perché è vario: i dueruotisti più accaniti, sostengono generalmente di essere stati inseguiti dai caramba, perché li hanno colti mentre facevano un wheeling davanti ai loro occhi. Per evitarli, hanno fatto di tutto e di più: impennate, staccate al limite, intraversate, passaggi in strettoie di 3 cm… sono sempre usciti vincitori. Se potete, fategli notare la somiglianza dei loro racconti con le avventure dei ghostrider.

Ultima, ma solo in ordine di impaginazione, è la storia del viaggio perfetto: il centauro in questo caso racconta di essersi fatto 10000 km senza stancarsi, e di aver tenuto una media che sarebbe difficile ottenere anche in caso di strade chiuse al traffico. In realtà, dopo 20 km si è buttato sul primo pratone, esausto e senza il minimo residuo di energia…
Con questo articolo spero di avervi fatto passare 10 minuti di svago… e mi raccomando: se raccontate una “storiella metropolitana” ingigantitela aggiungendo un sacco di cazzate: alla fine, è bello che sia così.

 

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by A l d O b l A
Nov 19, 2008 - sport    4 Comments

Mondiale Endurance: 8 Ore di Doha 2008

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QATAR –  Esiste un sottile filo conduttore che lega idealmente la stagione di gare dello scorso anno a quella di quest’anno. Questo filo passa più volte da qui: Doha Qatar, pista di Losail. È qui che, giusto l’anno scorso, chiudemmo la stagione mestamente: La Suzuki nel box con il cambio rotto mentre eravamo primi con ampio margine. È qui che, qualche mese dopo, provai la Ninja ’08 che mi impressionò al punto da convincere i miei soci a sceglierla per correre quest’anno. È qui che chiudiamo mestamente la stagione 2008: La Ninja nel box con il motore rotto. Un altro zero in classifica che per noi che significa perdere ogni speranza di conquistare quel quarto posto nel mondiale che la matematica dava come ancora possibile. DA RICORDARE In mezzo ci sono gare memorabili (almeno per me) date per perse e riagguantate in extremis, tanta pioggia, qualche scivolata e rottura di troppo, il viaggio da sogno a Suzuka. Il tutto si può riassumere in 33 punti conquistati (un nono, un sesto, un quinto posto) che valgono la settima posizione in classifica. Siamo la prima Kawasaki nella stock e il miglior equipaggio italiano in assoluto. BILANCIO Non male verrebbe da dire, ma dovendo fare un bilancio della stagione non è che possiamo dirci proprio soddisfatti. Diciamo pure che il 2008 è stato l’anno dove abbiamo seminato di più e abbiamo raccolto di meno. Abbiamo fatto tutto al meglio, l’impegno è sempre stato ai massimi livelli, siamo sempre stati li, protagonisti, davanti a combattere per le posizioni che contano senza però riuscire mai a raccogliere il frutto del nostro impegno e del tanto tempo che abbiamo dedicato a questo team. Tempo “rubato” agli affetti e al lavoro di ciascuno di noi. Ma queste sono le corse e quest’anno è andata così. VOGLIA DI RISCOSSA La gara di Doha, evento conclusivo del campionato è lo specchio perfetto della nostra stagione. Ci arriviamo dopo due 0 consecutivi (Oschersleben, e Bol d’Or) ma la matematica ci dice che con una buona gara possiamo ancora arrivare quarti. Ci arriviamo carichi, motivati come sempre. Anzi è più corretto dire che ci arrivano gli altri, perché io questa volta non sarò della partita o, almeno, non sarò in sella. L’Eicma incombe in perfetta concomitanza con la settimana di gara. Impossibile lasciare il lavoro in tempo utile, arriverò venerdì sera assieme a Daniel e per una volta sarò dall’altra parte della barricata, quella dei meccanici. Così, dopo averci provato, il mio rispetto per chiunque lavori nel box non può che aumentare una volta di più. VISTA DA DIETRO Vivere la gara da dietro le quinte, credetemi, non è meno complicato che essere in sella. Il morbo del monitor ti attanaglia, segui la gara con lo sguardo incollato su quei numerini che cambiano in continuazione, cercando di capire dal “passo” di chi guida se la moto e le gomme stanno funzionando come dovrebbe oppure no, ogni giro più lento mette in allarme tutti, invece magari il pilota stava semplicemente facendo un doppiaggio… Controlli il passo degli avversari, vedi se puoi rimontare una posizione o se ne stai perdendo una e nella tua testa sproni il pilota. SENZA TREGUA Il pilota guida, scende, e si riposa, ai box, invece, non c’è tregua. La tensione resta palpabile per tutta la gara, una tensione che sfoghi al momento del pit stop, quel minuto scarso in cui ti rendi conto di quanto in questo sport sia importante il lavoro di squadra. Non puoi sbagliare, tutto deve essere fatto nel più breve tempo possibile e senza il benché minimo errore, perché poi sulla moto ci sale uno che va a 280 all’ora, e il pilota in te ha una fiducia cieca. L’esperienza è stata utile e costruttiva (io ero l’addetto al cambio gomma posteriore, così dopo aver fatto il pilota e il team manager posso dire di aver fatto di tutto) e semmai ci saranno altre occasioni guarderò con ancora maggior rispetto i ragazzi che lavorano nel box. CHE SOFFERENZA L’unica cosa che non sono riuscito a vincere, invece, era la sofferenza per vedere “gli altri” correre con la “mia” moto. Finché non sei li sul posto, la cosa non ti pesa più di tanto, ma appena arrivi in pit lane e si avviano i motori, la reazione inconscia è di andare nel box a metterti la tuta, invece stavolta ho indossato i guanti da meccanico... ALTI E BASSI Venendo alla gara, avete già letto come è finita, specchio di una stagione contraddittoria che ci ha dato grandi soddisfazioni e grandi delusioni. Per questa gara il mio posto è mondialeendurancedoha2008-10728-010-f.jpgstato preso da Ciro Iacone, pilota perugino amico di Danilo che voleva provare a vivere l’endurance in prima persona. Il trio Arnoldi, Tomassoni, Iacone si è quindi presentato a Doha con le batterie cariche per fare bene. Ma le prove non vanno come vorremmo, complici problemi di assetto che si amplificano con l’aumentare del grip della gomma morbida usata in qualifica (che per noi è una gomma da un’ora) non riusciamo a sfruttare il potenziale della Ninja come vorremmo. MENO DUE SECONDI Nonostante questo Ivo riesce a migliorare di quasi due secondi il tempo dell’anno scorso (una costante, segno che la competitività della moto è indiscutibile) girando in 2:06:7, Danilo scende sotto di un pelo il 2:09 (2.08:9) e Ciro (cui va la scusante di non aver mai visto pista, moto e gomme) resta sul 2:14. La griglia ci vede in sesta posizione e al solito sappiamo che in gara i valori in campo sono leggermente diversi. Infatti, ancora una volta, i temponi delle prove vengono appiattiti, a parte il team 57 e il team QMMF (95), tutti gli altri concorrenti girano su tempi a cavallo del 2.10, ce la possiamo giocare, insomma. BRUTTA PIEGA Peccato che la gara prenda subito una brutta piega, Ivo scivola dopo due soli giri di gara. Una scivolata di poco conto che però ci fa perdere 6 minuti al box per cambiare il supporto del silenziatore e sistemare la leva del freno. Siamo penultimi ma la gara è appena iniziata ,e come al solito, iniziamo a recuperare, in tre ore siamo di nuovo sesti, in diciassettesima posizione assoluta, i due avanti molto più lenti di noi si prospetta non solo un bel bottino di punti ma anche la possibilità di fare il colpaccio, ovvero conquistare punti anche nella classifica assoluta, quella dove corrono le moto con gli sganci rapidi.  A SPINTA Sarebbe davvero una bella soddisfazione, ma il sogno non fa nemmeno tempo a prendere corpo che si infrange subito. Ivo non passa dal traguardo, lo vediamo arrivare a spinta in pit lane con il motore ammutolito, correndo a perdifiato siamo da lui, lo spingiamo fino al box (ma quanto è lunga la pit lane di Losail?) e Max inizia a smontare la moto. Carter, frizione, primaria, tutto ok, il problema è “sopra”, nella parte alta del motore e i pezzi di alluminio sparsi qua e la per il carter ci dicono che non c’è più niente da fare.

GRAZIE A TUTTI Gara finita, come l’anno scorso, in un mesto deja vu. La delusione ovviamente è fortissima, ma non c’è niente da fare il campionato per noi si chiude qui, in anticipo di quattro ore. Casse chiuse, si va in vacanza e l’occasione è buona per ringraziare voi che ci avete seguito e chiunque abbia contribuito a fare di questo progetto una splendida realtà.

Nov 16, 2008 - sfoghi    No Comments

Segnali stradali… che cazzate ! ! !

Chi come me si trova spesso a percorrere chilometri e chilometri sulle strade, spesso e volentieri si imbatte in cartelli stradali imbrattati da graffiti o sforacchiati da colpi di pistola.
 
Onestamente mi rendo conto che frequentemente molti li ignorano me compreso (soprattutto quelli rossi, tondi e con i numeri scritti dentro. A proposito… che cosa indicano?!?).
 
Però come si potrebbero ignorare questi? Merita proprio vederseli e gustarseli, e se magari qualcuno potesse aiutarmi a decifrarne qualcuno, nè sarei grato…

Buon divertimento

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by A l d O b l A

Nov 16, 2008 - Senza categoria    No Comments

Cartelli stradali…. PAZZI ! ! !


Nov 15, 2008 - sfoghi    No Comments

Guard rail assassini – Dura protesta in Spagna

“Basta con i guard rail assassini”: questo il grido (di dolore) di più di diecimila motociclisti che hanno invaso Madrid per chiedere a gran voce al governo spagnolo di eliminare le pericolose barriere che ogni anno costano la vita a centinaia di motociclisti.
Laansa_14338447_23380.jpg protesta ha attraversato in lungo e in largo Madrid e ha scosso l’opinione pubblica, ma non solo perché una tale folla di motociclisti non si era mia vista: il corteo è stato preceduto infatti da una macabra ricostruzione di una ghigliottina insanguinata che (con un pezzo di guard rail al posto delle lama) decapitava un motociclista. Il traffico si è paralizzato in più punti della città e la polizia è stata costretta a chiudere completamente – per motivi di sicurezza – molte strade.
Una cosa del genere insomma non si era mai vista. E testimonia in modo inequivocabile come i motociclisti ormai siano scesi letteralmente in campo per far sentire la propria voce in tema di sicurezza stradale. D’altra parte i dati parlano chiaro: secondo uno studio della Ue in un incidente su dieci chi viaggia su moto e scooter sbatte contro un oggetto fisso presente sulla sede stradale.
Non solo: in Europa (fonte ETSC), mediamente per ogni chilometro percorso il rischio per un motociclista di rimanere coinvolto in un incidente stradale e di ben 18 volte superiore che per il conducente di una autovettura. Se questa raffigurazione appare shoccante nel suo complesso, le singole variazioni nel rapporto motociclista/automobilista a livello nazionale sono ancora più impressionanti: si va da 6 volte in Norvegia (la più sicura per i motociclisti) a 50 volte per la Slovenia (la più pericolosa).
E analizzando i dati più in generale, si scopre che per il 40% dei casi i morti da incidenti stradali arrivano dalle due ruote. Solo che il parco moto e ciclomotori corrisponde a circa il 19% del parco totale dei mezzi e – cosa ancora più grave i veicoli a due ruote coprono – sempre in Europa – appena il 2,5% della mobilità totale (auto, camion, pullman)…
In Italia la situazione è ovviamente peggiore. Ma qualcosa si muove: dallo scorso anno l’Aisico (Associazione Italiana per la Sicurezza della Circolazione) ha iniziato a testare presso il proprio Centro Ricerche sulla Sicurezza Stradale alcune tipologie di barriere più sicure per i motociclisti.
Nel frattempo le due associazioni hanno anche chiesto al governo italiano di stabilire i criteri di esecuzione dei crash test per le barriere per motociclisti. Ma non solo: Aisico e Ancma ritengono che, nelle more dell’adozione di una normativa europea, sia necessario un atto amministrativo per obbligare gli enti che gestiscono le strade (Società Autostrade, Anas, enti locali) ad adottare, almeno nei punti più pericolosi, barriere omologate che abbiamo superato le prove di impatto con gli specifici manichini da motociclista. E i motociclisti? Gli italiani saranno mai capaci di fare come i loro ‘colleghi’ spagnoli?
Link all’articolo originale di Repubblica.it

Nov 13, 2008 - Utilità    10 Comments

Cos’è un TUTOR

Si chiama Tutor, stabilisce la velocità media di un veicolo ed è il nuovo”controllore” di velocità. E’ in funzione sulle strade dal 23 dicembre 2005. Nei periodi di grande traffico sono più di 10 milioni i veicoli in viaggio sulle autostrade italiane.

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Per tutelare la loro incolumità il tutor è stato messo a punto da Autostrade per l’Italia S.p.A., in collaborazione con la polizia Stradale. Questo sistema misura, per la prima volta in Italia, la velocità media dei veicoli.
Realizzato nel rispetto delle più severe norme sulla tutela della privacy e sicurezza informatica, il controllo automatico della velocità permette di impiegare le pattuglie della Stradale in altri servizi come: l’attività di soccorso, il rilevo di incidenti stradali, il controllo sul trasporto di merci pericolose.
E’ importante sottolineare che le aree d’installazione del sistema sono state individuate in base al numero di incidenti e lo scopo è quello preventivo, per creare un deterrente contro le velocità più elevate. La velocità è infatti la causa di oltre il 60 per cento degli incidenti mortali sulla rete autostradale. Il sistema individua e punisce chi, spingendo sull’acceleratore per lunghi tratti, mette a repentaglio la vita degli altri. I dati relativi alle auto che hanno rispettato i limiti di velocità sono immediatamente eliminati dal sistema.
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Scarica l’elenco delle postazioni TUTOR presenti sulle autostrade italiane
 
 by A l d O b l A

Nov 11, 2008 - blog life    2 Comments

La vera storia del saluto tra i motociclisti

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Antico gesto che pare risalga al tempo in cui i cavalieri cavalcavano ancora un sol cavallo per volta e in carne ed ossa. La leggenda narra infatti di un cavaliere solitario in sella al suo destriero da non si sa quanti giorni, che percorreva in salita un sentiero di montagna in una tranquilla giornata di sole. In alcuni tratti egli godeva nello spronare il suo cavallo per sentire il vento attraverso le fessure della sua armatura per poi rallentare e godersi i rumori del bosco che attraversava. Intanto più in alto e più in là verso l’orizzonte si scorgevano già le torri del castello dove era diretto. Al cavaliere si illuminarono gli occhi dalla gioia. Quand’ecco scorgere in lontananza ed in direzione contraria la figura di un altro cavaliere che si avvicinava anch’egli felice. Quando i due si incrociarono, quello proveniente dal castello, sollevando la mano destra, con l’indice ed il medio disposti a “V”, esclamò: “Mi spiace amico, arrivi 2, la principessa me la son già sc@@@ta io!” e si allontanò al galoppo… Ecco quindi come è giunto fino a noi, cavalieri di oggi, il gesto di salutarsi con le classiche dita a “V”, poiché quello che non saluta, automaticamente impersonifica il cavalier cornuto… Il Mito vuole che il classico saluto a “V”, che si effettua alzando indice e medio della mano sinistra quando scorgiamo una moto in direzione opposta alla nostra, sia originato da questa storia. Verità o leggenda, a noi non interessa: la storia ha il suo fascino così, sia essa inventata o abbia un fondo di realtà. Prima di analizzare il perché questo fenomeno stia cadendo in disuso, riportiamo di seguito i modi più comuni per salutare un o una motociclista, in modo tale che sia possibile anche per i novelli centauri salutare e sentirsi parte integrante della grande famiglia su due ruote. Il saluto più classico, come già accennato, è quello con le dita a “V” : si alzano indice e medio (contemporaneamente, mi raccomando) della mano sinistra e si sporge un pochino fuori il braccio, ove possibile. Altro saluto molto in voga, è il classico lampeggio: spesso più pratico del saluto a “V”, a volte viene usato in combo con quest’ultimo dai più audaci. A questi due modi, aggiungiamo il più canonico “colpetto di clacson”, che serve sempre a salutare un altro biker. Ma non occorre troppo soffermarsi sulle modalità del saluto: spesso i saluti migliori sono affidati al nostro estro, al nostro genio e alla nostra capacità di improvvisazione. Se vedete perciò gente che impenna, sporge un fazzoletto, vi fa un semplice cenno con il casco, sporge il piede, si mette in piedi sulla sella e si inchina a voi, non vi preoccupate: tutto è lecito, non esistono regole ferree alle quali uniformarsi… l’importante è salutare. Partiamo però proprio da quest’ultima affermazione: i motociclisti sono sempre stati una casta a sé stante, una classe con un grande cameratismo e spirito di abnegazione. E il saluto è stato sempre un gesto che ha contraddistinto questa casta, nel bene o nel male.

by A l d O b l A

Nov 10, 2008 - Senza categoria    No Comments

Foto Karfici – 09.11.2008


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