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Feb 28, 2009 - opinioni    No Comments

Moto Stradali – A cosa serve…

“Pubblico un articolo sicuramente a mio sfavore dato che posseggo una moto stradale, però visto che bisogna essere bipartisan ho deciso di pubblicare lo stesso questa serie di interrogativi che affliggono tutti i possessori di moto che non superano la soglia dei fatidici 250 Km all’ora, e ricordate amici, un R1 è per sempre…”

A cosa serve un parafango posteriore distante 50 centimetri dalla ruota?
A cosa serve una sella rivestita da un solo centimetro di gommapiuma?
A cosa servono le pedane per il passeggero poste a 20 centimetri sotto la sella?
A cosa serve quella piccola unghia di plastica appiccicata sopra la ruota anteriore?
A cosa servono quei silenziatori che passano sotto il sedere di conducente e passeggero?
A cosa serve quel microscopico display che ti da mille informazioni se poi sotto la luce del sole non si vede niente?
A cosa servono quelle sospensioni rigidissime che garantiscono un’ottima stabilità a 200 Km/h se poi ci cammini sempre in città?
A cosa servono quei cupolini che non proteggono dall’aria?
A cosa serve una moto con 180 cavalli alla ruota se non puoi nemmeno superare i 130 Km/h?
Meditate ragazzi, meditate…

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by A l d o b l A
Set 11, 2008 - opinioni    No Comments

Yamaha YZF – R1 Model Year 2009… Che delusione ! ! !

Erano due anni che attendevo con ansia l’uscita del nuovo modello della Yamaha R1, visto che con la presentazione del modello 2007, nel settembre del 2006 al salone di Monaco, la Yamaha non mi aveva poi così tanto entusiasmato. Questo nuovo modello, atteso ansiosamente, mi ha deluso, non è una moto degna della Yamaha, a primo impatto assomiglia molto alla Kawasaki Ninja ZX-10R del 2006, soprattutto nel codone, sono quasi uguali!!!. E’ una moto troppo goffa, la coda è molto corta e quei due grossi terminali la appesantiscono moltissimo e non rendono la sua linea filante.  Il telaio ed il forcellone sono di un colore che stona con l’insieme della moto (almeno per quanto riguarda la colorazione bianco perla) , la luce anteriore non ha una bella forma ovale come eravamo abituati a vedere sulle vecchie R1, e poi secondo me quel faro anteriore rotondo in notturna non renderà poi così tanto luminose le nostre strade. Comunque, come si dice spesso in queste occasioni “bisogna vederla dal vivo per poterla giudicare realmente e vedere quanto vale”. Attendiamo quindi l’inizio del prossimo anno, quando la vedremo nei saloni dei concessionari Yamaha alla modica cifra di 15.900 €uro circa.

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by A l d O b l A

Articolo tratto dal sito MotorBox.com

270 – 180 – 90 – 180. Non sono le misure di una improbabile pin up, ma la frequenza degli scoppi della nuova R1, che, prima tra le moto di serie, adotta il motore Big bang come sulle moto GP. Scoppi irregolari, tre mappature, ride by wire. Tecnologia di altissimo livello per una R1 più cattiva che mai.

BIG BANG Non è certo frequente dare la foto di copertina ad un albero motore ma stavolta se lo merita proprio. Sta, infatti, tutta in questo pezzo di acciaio dalle forme contorte la maggiore innovazione introdotta dalla R1 in edizione 2009. Eh già, questa moto è pronta a smentire chi crede ancora che la tecnologia della moto GP sia fine a se stessa e non arrivi mai alla produzione di serie. Eccovi accontentati, dal 2009 anche gli utenti stradali potranno godere del rumore roco e profondo del motore Big bang. IN DIRETTA DAI GP Una soluzione che a quanto pare porta con sé grandi vantaggi dal punto di vista della gestione dell’erogazione e della trazione. Tutto si deve alla particolare conformazione a croce dell’albero motore. In questo caso i pistoni non si muovono più a due a due come sui quattro cilindri tradizionali ma si muovono in modo indipendente causando proprio la irregolarità degli scoppi secondo lo schema 270° – 180° – 90° – 180°. Questo significa che due intervalli regolari (180°) sono seguiti rispettivamente da scoppi molto ravvicinati (90°) e poi da due scoppi più lontani (270°). CONTRALBERO Questo sistema porterebbe quindi dei vantaggi nell’erogazione e nella gestione della coppia, ma porta anche dei problemi di equilibratura, per questo la R1 adotta un contralbero di bilanciamento. Ma non sono solo queste le novità del quattro cilindri Yamaha. TRE MAPPATURE Data per scontata la presenza dell’acceleratore elettronico YCC-T e dei condotti a lunghezza variabile YCC-I la Yamaha forza la mano della dotazione elettronica introducendo anche la tripla mappatura (battezzata D-Mode) solo che a differenza della Suzuki qui tra le tre possibilità c’è la Standard, la A con una risposta più aggressiva e la B con una risposta più dolce. MOTORE POMPATO Tutti nuovi i cilindri, i pistoni sono forgiati e guadagnano un millimetro di diametro passando da 77 a 78 mm così se già la R1 era la moto con il rapporto alesaggio corsa più elevato tra le 1000, adesso è ancora più esagerata, la potenza aumenta di 2 cv (182 a 12.500 giri). Cresce anche il rapporto di compressione che arriva a 12,7:1 mentre l’airbox respira a pieni polmoni attraverso due nuovi condotti dinamici che affiancano i piccoli faretti e che curiosamente fanno assomigliare il muso della nuova R1 a quello della Buell Firebolt di qualche anno fa (ricordate?). NUOVO LOOK A proposito di estetica la Yamaha è inconfondibilmente R1 ma risulta parecchio cambiata rispetto alla precedente anche nella coda, sembra esserci più cura aerodinamica con meno feritoie e più spazi pieni. Gli scarichi sono più corti e tozzi e il codino sembra aver perso parte dello slancio che caratterizzava la versione precedente, ma dovremo vederla dal vivo per giudicare. TELAIO RIFATTO Anche la ciclistica si è rinnovata di pari passo con il motore. Telaio e forcellone (più leggero) sono stati ridisegnati e anche i materiali sono differenti dal passato per ottimizzarne la rigidità, oltretutto il motore è stato riposizionato nel telaio ( 9° più verticale, 12 mm più avanzato con il pivot del forcellone più basso che in precedenza) il tutto per migliorare il bilanciamento ciclistico, il telaietto reggisella è in magnesio e ci sono nuovi dischi freno alleggeriti. ANCORA PIÙ RACING Tutta nuova, quindi, e ancora più vicina ad una moto da corsa. Resta da vedere cosa potranno proporre gli avversari, ma dopo le ultime notizie su questa moto per le altre sarà davvero dura.
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