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Feb 23, 2012 - sfoghi    No Comments

Siamo Isolani (o Isolati???) ! !

Le parole si sono esaurite:

S.S. 492 da Strongoli direzione Marina di Strongoli (franata circa un mese fa);

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S.S. 492 da Strongoli direzione Melissa/San Nicola dell’Alto (franata oggi);

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P.S. per il momento dobbiamo ammunzeddrare le moto in garage, ma il vero problema mica è questo!!!

Nov 26, 2011 - sfoghi    No Comments

Aumento assicurazioni moto: +45% negli ultimi due anni

Io dico: “ma quand’è che ci incazziamo???”

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La parola d’ordine del 2012 sarà, purtroppo, “aumenti” ed il settore due ruote, già in crisi, non ne sarà esente. Oltre al prezzo della benzina in costante aumento, all’aumento dell’IVA recentemente portata al 21% (il nuovo governo vuole portarla al 23%!), aumenteranno (ancora!) anche le assicurazioni. Giusto per non farci mancare nulla.

Come se non fossere già aumentate abbastanza: le tariffe delle assicurazioni moto sono aumentare fino al 45% (del 27% per le auto) tra il 2009 ed il 2011 come certificato dall’ISVAP. Prezzi sono tra i più cari di Europa: secondo il Codacons da noi una polizza per l’auto costa in media tra i 900 e i mille euro annui, in Germania 222 euro, in Francia 172 euro.

Aumenti ingiustificati se si pensa che gli incidenti e le vittime da incidente stradale sono in diminuzione (-9%). Durante un’audizione al Senato l’Istituto di vigilanza sulle assicurazioni, l’ISVAP, ha evidenziato una situazione inaccettabile che colpisce, in particolar modo, i ragazzi più giovani e i neopatentati soprattutto se residenti in Meridione, come ha dimostrato una ricerca fatta da Altroconsumo.

 

fonte: motoblog.it

Ott 25, 2011 - sfoghi, sport, Utilità    No Comments

Una protezione per il collo dei motociclisti?? E’ possibile… ecco l’intervista

strongoli

A pochi giorni di distanza dalla tragedia che ha sconvolto il mondo del motociclismo, si torna a parlare fortemente di sicurezza. La dinamica dell’incidente di Simoncelli, infatti, ha mostrato quanto ci sia ancora da fare in termini di protezione del collo e delle vertebre cervicali.

È trascorso appena un anno da quando fummo invitati a partecipare ad una serie di tavole rotonde sulla sicurezza promosse da Metzeler e Dainese. In quell’occasione furono trattati diversi temi ma, parlando di sicurezza passiva, ci aveva colpiti lo studio di un “esoscheletro per motociclisti”.

La cosa aveva stuzzicato talmente il nostro interesse, che abbiamo deciso di approfondire l’argomento per vedere un po’ di cosa si tratta e a che punto sono lo studio e la realizzazione di questo famoso progetto.

Grazie a un giro di telefonate, veniamo a sapere che l’idea nasce dall’ingegno di un imprenditore Lombardo, proprietario di un’azienda che produce manufatti in fibre composite: la MakoShark.
Visto che siamo dei gran curiosi, abbiamo allora deciso di chiamare la Makoshark e abbiamo fissato un incontro per avere maggiori informazioni. Così ci siamo incontrati, presso la sede dell’azienda, con l’ing. Bonomelli e l’ing. Bonomelli (sono padre e figlia), che assieme al geometra Bonomelli (il fratello del primo) sono titolari della Makoshark.

Vogliamo premettere subito che, per “esoscheletro”, si intende un collare che protegge le vertebre più alte della colonna vertebrale… non fate il nostro stesso errore iniziale pensando a un esoscheletro tipo “corazza di Batman”. Anche se, personalmente, non la riterrei una cattiva idea.

Scopriamo insieme di cosa si tratta nell’intervista realizzata con i titolari dell’azienda.
Ma non solo, perché siamo andati ad approfondire la questione anche al Politecnico di Milano.

D: Come nasce l’idea di un Esoscheletro per motociclisti?

R: L’idea nasce 2 anni fa dal settore automobilistico, dove è già presente un collare che permette la protezione delle vertebre del collo dagli urti.
Il sistema è quello utilizzato in formula 1, cioè l’HANS, sistema omologato dalla FIA per proteggere la zona cervicale della spina dorsale. Questo collare risulta veramente efficace nel caso di urto frontale, mentre nel caso di urti laterali non da sufficiente sicurezza.
In F1 è possibile poi aggiungere cuscini o altri elementi per la protezione laterale. Cosa che non è possibile fare in altri settori, come i rally o il Granturismo dove è necessaria una maggiore mobilità della testa. Quindi in queste specialità si usano quei famosi sedili “con le orecchie” che a volte vengono tagliati dai piloti stessi perché non permettono una facile salita e discesa dall’auto
Makoshark ha raccolto la sfida di studiare e presentare sul mercato un’alternativa al collare HANS che permetta di colmare le lacune attuali.

D: Come si passa da un collare per auto ad uno per moto?

R: purtroppo basta dare un’occhiata ai dati sugli incidenti stradali per rendersi conto che, per i motociclisti, è un vero e proprio “bollettino di guerra”; perciò il passo dall’auto alla moto è stato quasi naturale, anche se le esigenze dei due settori sono estremamente diverse. Vogliamo dare una protezione maggiore ai motociclisti, in particolare appunto la zona cervicale, il cui danneggiamento, se non porta alla morte, può portare a danni permanenti molto gravi.

D: Oltre a voi ci sono altre aziende o enti coinvolti in questo studio?

R: Abbiamo cercato, per lo sviluppo, aiuti in diversi settori: sanitario (ASL), tecnico, politico,etc. Non tutti hanno raccolto la sfida, ma comunque si è riusciti a creare un gruppo interdisciplinare per lo sviluppo di questo sistema: la parte fisiologica è affidata al Prof. Dallolio (Neurochirurgo dell’ospedale di Lecco); la parte di materiali innovativi all’azienda Skorpion… questa ditta ha l’esclusiva sull’importazione, dal Giappone, di materiali ad alto assorbimento di energia; la parte tecnica: calcolo e dimensionamento, al Politecnico di Milano con il Prof. Mastinu e l’ing. Previati. Non poteva poi mancare la Suomy, blasonata azienda nella produzione di caschi di prima qualità. In più la regione Lombardia ha messo a disposizione dei fondi per finanziare lo sviluppo di questa protezione per motociclisti.

D: Collari per motociclisti ne esistono già in commercio, come si collocherà il Vostro Esoscheletro sul mercato?

R: Noi abbiamo brevettato l’idea di un collare che permetta tutti i gradi di libertà possibili al collo con un sistema poco invasivo ma che, in caso d’urto, sia in grado di distribuire l’energia ad altre parti del corpo scaricando la spina dorsale, e preservandola così da danni.

D: Quali sono le difficoltà maggiori che state incontrando nello sviluppo del vostro collare?

R: Una grossa difficoltà che si ha, entrando nel settore dei collari per motociclette, è che non esiste una normativa di riferimento, come ad esempio nei caschi. Questo fa si che non si abbiano linee guida per la progettazione non avendo un obiettivo ben preciso da raggiungere.

D: Capisco benissimo che visto che si tratta di uno studio, non possiate “mostrarci” più di tanto per ragioni di segretezza, però potete descriverci a grandi linee come funziona il vostro collare?

R: Il nostro Esoscheletro, non è altro che formato da una parte fissa al corpo, spalle e torace, sulla quale si trova una ralla a cui viene fissato il casco, questa permette di ruotare la testa mantenendola in asse con il collo. In più c’è una cerniera che permette lo spostamento avanti ed indietro della testa.
Questo garantisce  tutti i gradi di libertà, avendo però la sicurezza che in caso di urto laterale o frontale l’energia passi direttamente alla parte fissa del sistema di protezione.
Perciò si dà la possibilità al pilota di mantenere grande libertà di movimento, che è necessario per poter guidare una motocicletta, pur proteggendolo.

D: Qual è il vantaggio fondamentale del Vostro sistema di protezione?

R: la nostra protezione è fondamentalmente un sistema meccanico. Il vantaggio sta proprio in questo, essendo cioè un equipaggiamento meccanico è sempre presente a qualsiasi velocità e condizione e quindi è sempre in funzione, cioè ha un’affidabilità del 100%.

Sicuramente la fase progettuale per un sistema del genere è molto articolata e complessa; come ci hanno riferito in Makoshark, il Politecnico è una componente fondamentale di questo team multidisciplinare, e si occupa proprio di questa fase di progettazione. Abbiamo perciò contattato anche il Politecnico di Milano, per capire come stava procedendo lo sviluppo “tecnico” dell’esoscheletro. Siamo stati presso la sede di Bovisa dove abbiamo incontrato l’ing. Previati. Ecco cosa ci ha detto:

D. Come è composto il team che il Politecnico ha messo in campo per lo studio dell’esoscheletro?

R: Il team del Politecnico, coinvolto in questo progetto è composto dal Prof. Mastinu, che è il coordinatore, dal Prof. Gobbi e da me (Ing. Previati), che ci occupiamo dell’aspetto meccanico. L’ Ing. Tarallo, invece, essendo ingegnere biomedico, si occupa di interfacciarsi con il Prof. Dallolio per quanto riguarda la parte fisiologica.

D. Che aspetti cura il Politecnico nell’ambito di questo progetto?

R: Il Politecnico si occupa essenzialmente di due aspetti: il primo è quello progettuale, il secondo è assicurare che l’”oggetto” sia sicuro da un punto di vista biomedico, cioè che non faccia più male che bene.
Sembra banale ma non lo è visto che la caduta in moto ha dinamiche imprevedibili.
Esistono diversi indici che possono dare un’idea della gravità di un impatto, questi però si riferiscono a diverse grandezze, una molto importante è l’accelerazione; il nostro corpo è in grado di assorbire determinate accelerazioni, ma devono essere limitate nel tempo.

Un altro aspetto importante è evitare che i movimenti del collo vadano oltre i limiti fisici del corpo, questo sempre per mantenere la sua funzionalità.
Perciò è importante che il sistema di protezione collo eviti che i movimenti vadano oltre un certo range con limitate accelerazioni.
Purtroppo l’accelerazione è legata allo spazio che la mia testa ha a disposizione per il movimento, se questo è troppo limitato (dal sistema in questione per esempio) ho il rovescio della medaglia cioè che posso avere accelerazioni troppo elevate per il corpo.
Per finire quindi è necessario limitare le accelerazioni nello spazio concesso dal collo per il movimento.

D: Quello che descrive è molto sensato e ragionevole, ma come è possibile praticamente ottenere tutto questo?

R: Come detto si devono limitare corse e accelerazioni, per le corse si hanno dei “finecorsa” che bloccano movimenti troppo elevati per il collo, nel prototipo per esempio si hanno dei lacci di una certa lunghezza che risulta appunto compatibile con il movimento del collo. Se si dovesse andare oltre al movimento interviene il laccio, con la sua resistenza a trazione a limitare il movimento.
Per dissipare l’energia e limitare le accelerazioni si stanno studiando nuovi materiali tipo “gel” ad alto assorbimento energetico.

… per dimostramelo l’ing. Previati prende una biro e la lascia cadere da una trentina di cm su un tappetino fatto di questi materiali, facendomi vedere che la penna non rimbalza assolutamente ma si blocca sul tappeto… quindi si ha un elevatissimo effetto di smorzamento.

D. Come si sviluppa la progettazione di un elemento così complesso?

R: Lo svolgimento del progetto passa attraverso simulazioni numeriche, per esempio abbiamo simulato l’impatto della testa sul marciapiede. Il modello è “biofedele” cioè tutte le articolazioni  del “dummy” hanno le caratteristiche meccaniche di quelle reali. I risultati che si ottengono da una simulazione del genere è che si ha l’idea di come deve reagire il nostro dispositivo per evitare danni al collo, in termini di rigidezze e smorzamenti equivalenti.

Da questo poi si dovrà studiare il dispositivo (le cinematiche passive) in modo che queste garantiscano, o per lo meno riesca ad avvicinarsi il più possibile, ai valori teorici.

L’ing. Previati ha poi aggiunto che questo progetto è un bell’esempio in cui università e industria lavorano in parallelo e in modo efficiente per raggiungere un grande risultato, non solo di prodotto, ma anche sociale, se consideriamo i risvolti legati ad un sistema di questo tipo!

D: Ci dia qualche idea in termini di tempo per lo sviluppo di prototipi funzionali di questi collari

R: Attualmente si potrà contare d’avere un prototipo molto vicino ad un dispositivo finale entro un anno, parliamo però di un collare per il settore automobilistico. Per quanto riguarda il collare motociclistico invece si dovrà aspettare un po’ di più qualche anno ancora…

Allora non ci rimane che aspettare…


tratto da: pianetariders.it

Ott 5, 2011 - sfoghi    No Comments

comma 29 DDL intercettazioni – Un’altro bavaglio all’informazione libera

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In arrivo alla Camera dei deputati il disegno di legge del governo che vieta la pubblicazione delle trascrizioni telefoniche. Inserite anche delle norme “ammazza blog”.

Il governo torna alla carica sul ddl intercettazioni, fortemente voluto dal premier Silvio Berlusconi. Una questione su cui l’esecutivo è orientato a porre la fiducia, bloccando la via a ogni eventuale emendamento. Ma il disegno di legge attualmente allo studio contiene ancora la norma cosiddetta “ammazza blog”, una disposizione per cui, letteralmente, ogni gestore di “sito informatico” ha l’obbligo di rettificare ogni contenuto pubblicato sulla base di una semplice richiesta di soggetti che si ritengano lesi dal contenuto in questione. Non c’è possibilità di replica, chi non rettifica paga fino a 12mila euro di multa.

Una misura che metterebbe in ginocchio la libertà di espressione sulla Rete, e anche le finanze di chi rifiutasse di rettificare, senza possibilità di opposizione, ciò ha ritenuto di pubblicare. Senza contare l’accostamento di blog individuali a testate registrate, in un calderone di differenze sostanziali tra contenuti personali, opinioni ed editoria vera e propria.

Ai fini della pubblicazione della rettifica, non importa se il ricorso sia fondato: è sufficiente la richiesta perché il blog, sito, giornale online o quale che sia il soggetto “pubblicante” sia obbligato a rettificare. Ecco il testo: “Per i siti informatici, ivi compresi i giornali quotidiani e periodici diffusi per via telematica, le dichiarazioni o le rettifiche sono pubblicate, entro quarantotto ore dalla richiesta, con le stesse caratteristiche grafiche, la stessa metodologia di accesso al sito e la stessa visibilità della notizia cui si riferiscono”.

Al di là delle diffamazioni e degli insulti, ogni contenuto sul web diventerebbe potenzialmente censurabile, con l’invio di una semplice mail. E sul ddl intercettazioni, il governo ha particolarmente fretta: il documento potrebbe passare così com’è entro pochi giorni. Un caso unico in Europa che, come in passato, sta già allarmando il popolo del web e mobilitando i cittadini in favore della difesa della libertà di informazione, come già accaduto ai tempi della contestata delibera AgCom.

Sulla sua pagina di Facebook, il presidente dell’Italia dei Valori, Antonio Di Pietro, scrive che “Il governo prova ancora una volta a mettere il bavaglio al web. Il ddl intercettazioni, infatti, prevede anche che qualunque blog, sito, portale o social network riceva una richiesta da soggetti che si ritengano lesi da un contenuto pubblicato, sia obbligato a rettificare entro 48 ore. E’ la solita norma ‘ammazza blog’. La rete si sta già ribellando e state certi che anche noi dell’IdV non staremo con le mani in mano”.

Fonte: Repubblica.it

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Set 21, 2011 - sfoghi    No Comments

Nessun telegiornale ha avuto il permesso di pubblicare questa notizia.

strongoli,libertà,informazione,bavaglio,politica,castaANCHE SE IL NOSTRO BLOG NON TRATTA L’ARGOMENTO POLITICA E’ GIUSTO CHE VENGA DIFFUSA LA NOTIZIA DI CUI SOTTO, POICHE’ QUANTO APPROVATO IN PARLAMENTO IL 13/09 u.s. TENDE A MINARE LA LIBERTA’ DI ESPRESSIONE E TENDE A RIDURRE LE POTENZIALITA’ DI INFORMAZIONE DELL’UNICO MEZZO DI COMUNICAZIONE LIBERO CHE ESISTE AL MONDO E CIOE’ IL WORLD WIDE WEB.

Ieri (13/09/2011) il Senato ha approvato il cosiddetto pacchetto sicurezza (D.d..L. 733) tra gli altri con un emendamento del senatore Gianpiero D’Alia (UDC) identificato dall’articolo 50-bis: “Repressione di attività di apologia o istigazione a delinquere compiuta a mezzo internet”; la prossima settimana Il testo approderà alla Camera come articolo nr. 60.

Questo senatore NON fa neanche parte della maggioranza al Governo… il che la dice lunga sulle alleanze trasversali del disegno liberticida della Casta.

In pratica in base a questo emendamento se un qualunque cittadino dovesse invitare attraverso un blog (o un profilo su fb, o altro sulla rete) a disobbedire o a ISTIGARE (cioè.. CRITICARE..??!) contro una legge che ritiene ingiusta, i providers DOVRANNO bloccarne il blog o il sito.

Questo provvedimento può far oscurare la visibilità di un sito in Italia ovunque si trovi, anche se è all’ESTERO; basta che il Ministro dell’Interno disponga con proprio decreto l’interruzione dell’attività del blogger, ordinandone il blocco ai fornitori di connettività alla rete internet. L’attività di filtraggio imposta
dovrebbe avvenire entro 24 ore; pena, per i provider, sanzioni da 50.000 a 250.000 euro.

Per i blogger è invece previsto il carcere da 1 a 5 anni oltre ad una pena ulteriore da 6 mesi a 5 anni perl’istigazione alla disobbedienza delle leggi di ordine pubblico o all’ODIO (!) fra le classi sociali.
MORALE: questa legge può ripulire immediatamente tutti i motori di ricerca da tutti i link scomodi per la Casta.

In pratica sarà possibile bloccare in Italia (come in Iran, in Birmania e in Cina) Facebook, Youtube e la rete da tutti i blog che al momento rappresentano in Italia l’unica informazione non condizionata e/o censurata.

ITALIA: l’unico Paese al mondo in cui una media company (Mediaset) ha citato YouTube per danni chiedendo 500 milioni euro di risarcimento.

Con questa legge non sarà più necessario, nulla sarà più di ostacolo anche in termini PREVENTIVI.
Dopo la proposta di legge Cassinelli e l’istituzione di una commissione contro la pirateria digitale e multimediale che tra meno di 60 giorni dovrà presenterà al Parlamento un testo di legge su questa materia, questo emendamento al “pacchetto sicurezza” di fatto rende esplicito il progetto del Governo di “normalizzare” con leggi di repressione internet e tutto il sistema di relazioni e informazioni che finora non riusciva a dominare.

Mentre negli USA Obama ha vinto le elezioni grazie ad internet, l’Italia prende a modello la Cina, la Birmania e l’Iran.
Oggi gli UNICI media che hanno fatto rimbalzare questa notizia sono stati la rivista specializzata “Punto Informatico” e il blog di Grillo.

Fatela girare il più possibile per cercare di svegliare le coscienze addormentate degli italiani perché dove non c’è libera informazione e diritto di critica la “democrazia” è un concetto VUOTO.

documentazione diffusa da
Coordinamento degli Enti Locali per la Pace e i Diritti Umani

http://www.perlapace.it

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Apr 30, 2011 - sfoghi    No Comments

Caro Benzina: previsti aumenti nei prossimi giorni

caro_benzina_01.jpgPrezzi carburante stabili in questi giorni, una tregua che – in quanto tale – è destinata a finire presto, perchè sono previsti nuovi rincari sul singolo litro nei prossimi giorni, come afferma Quotidiano Energia in una nota rilanciata poche ore fa dall’ANSA. Oggi non sono stati rilevati aumenti, e i prezzi alla pompa variano dall’1,584 degli impianti Esso all’1,591 degli IP, ovviamente calcolati in una media nazionale. Continua il risparmio presso le no-logo, che propongono una media nazionale dell’1,512.

Rimane comunque anarchia nella gestione territoriale degli impianti, e non è difficile trovare prezzi differenti di addirittura 10 centesimi nei distributori distanti poche centinaia di metri. Per tenere sotto controllo la situazione, vi consigliamo l’app per smartphone Prezzi Benzina. Uno strumento messo a disposizione gratuitamente da Adiconsum e Federconsumatori che monitora tutti i prezzi della zona in cui vi trovate, fino ad un raggio di oltre 10km.

La tregua durerà per tutta la giornata, ma non sarà difficile vedere qualche numerino in più sulla tabella già a partire da domani, anche se non sappiamo di quanto crescerà il prezzo nel dettaglio. Se dovete fare tanti km in questi giorni, in moto o in auto, consigliamo di fare il pieno oggi stesso.

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